Domande
frequenti

Il progetto di distretto circolare che Alia Servizi Ambientali SpA propone alla città di Empoli consente di trattare in modo innovativo i rifiuti che non è possibile riciclare. Il tutto senza bruciarli, e ricavando prodotti chimici da riutilizzare nell’industria e nei trasporti.

Il distretto circolare consentirà il trattamento di frazioni di rifiuti urbani composte da scarti del recupero delle raccolte differenziate (es. rifiuti plastici non riciclabili) e da altri rifiuti solidi urbani provenienti dal trattamento delle raccolte indifferenziate.

Il distretto circolare recupererà dai rifiuti un gas di sintesi, chiamato syngas. Dal syngas saranno a loro volta ricavati metanolo e idrogeno.

Il distretto circolare produrrà diversi tipi di materiali di risulta, come granulato inerte vetrificato, zolfo puro e anidride carbonica pura, tutti riutilizzabili in altri settori. Il granulato inerte vetrificato, ad esempio, può essere riutilizzato nei settori dell’edilizia e delle ceramiche, mentre zolfo e anidride carbonica nel settore agricolo. Si tratta quindi di ulteriori prodotti circolari e non di scarti, che invece sono per definizione non suscettibili di ulteriore utilizzo. Nel progetto di distretto circolare di Empoli, l’unico scarto da smaltire in discarica sarà composto dai fanghi di depurazione delle acque, corrispondente a circa il 4% del volume in entrata.

Il distretto circolare non è alternativo ma è complementare agli impianti di riciclo, in quanto tratta rifiuti che non è possibile recuperare con il riciclo, permettendone comunque la conversione chimica in nuovi prodotti circolari.

La combustione completa di un idrocarburo porta alla formazione di anidride carbonica, acqua e calore e una serie di microinquinanti dannosi per la salute. Con il calore generato normalmente viene prodotta energia elettrica. Al contrario, la conversione chimica si basa su un processo di ossidazione parziale, che viene fermato allo stadio in cui si generano ossido di carbonio e idrogeno (denominato gas di sintesi), e che non produce microinquinanti dannosi per la salute (le emissioni in atmosfera sono insignificanti).

I rifiuti che saranno trattati nel distretto circolare sono attualmente portati in discarica o ai termovalorizzatori, quando non esportati fuori regione. Il recupero chimico consentirà pertanto di recuperare risorse da rifiuti che oggi vengono perdute.

 

In Toscana mancano impianti per lo smaltimento per 1,15 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno. Questi vengono esportati per essere smaltiti in altre Regioni, con spese che gravano in modo importante sulla TARI. Inoltre, la Toscana presenta un livello elevato di smaltimento in discarica (circa un terzo dei rifiuti prodotti), a fronte di obiettivi europei di riduzione al 10% entro il 2035. Per queste ragioni, come riportato dall’Avviso Verde della Regione, è fondamentale trovare soluzioni innovative dal punto di vista tecnologico per affrontare questa problematica.

Sì, sono assolutamente sostenibili. I gas prodotti dal distretto circolare sono considerati “carburanti di carbonio riciclato”, e pertanto incoraggiati dalla normativa europea sulla transizione ecologica.

Gran parte dei prodotti del distretto circolare saranno ceduti ad aziende locali: il metanolo sarà il prodotto quantitativamente più importante, combustibile di base utilizzato nell’industria chimica oltre che come carburante fondamentale per la transizione ecologica del trasporto navale, attraverso la sua decarbonizzazione; l’idrogeno servirà invece ad alimentare la produzione della Zignago Vetro, azienda del territorio che è parte integrante dell’Alleanza Circolare.

 

Il distretto circolare di Empoli emetterà solo i fumi derivanti dal riscaldamento della caldaia attraverso il metano. Poiché la tecnologia scelta non prevede la combustione dei rifiuti, non saranno presenti fumi da combustione dei rifiuti solidi come invece accade in un termovalorizzatore.

Gli impatti ambientali del distretto circolare saranno molto contenuti, in quanto, non utilizzando alcun processo di combustione, non ci sono emissioni inquinanti in atmosfera. Gli unici scarti del processo rappresentano un 4% del volume totale di ingresso. La CO2 emessa, notevolmente inferiore a quella di un impianto di incenerimento, è per la maggior parte una CO2 pura riutilizzabile in diversi modi.

No. Le emissioni di CO₂ saranno meno della metà di quelle di un inceneritore. Il processo complessivamente consente di risparmiare fino al 90% di emissioni se si considerano quelle evitate a monte, ovvero non incenerendo i rifiuti, e a valle, ovvero sostituendo petrolio con i combustibili circolari che verranno prodotti. La CO₂ che uscirà dall’impianto sarà quasi tutta pura e riutilizzabile sul mercato, attraverso la sua liquefazione e compressione, ad esempio per la concimazione per le serre agricole o per le macchine di refrigerazione a circuito aperto.

ALIA proporrà per il distretto circolare di Empoli una progettazione architettonica di alta qualità capace di favorire l’integrazione con il paesaggio, anche schermando le parti più impattanti della struttura.

ALIA ha iniziato già a novembre 2021 a dialogare con il territorio per raccontare il progetto e raccogliere i dubbi della comunità circa gli impatti del progetto. Tale percorso di coinvolgimento proseguirà nel corso del mese di ottobre con incontri di discussione e approfondimento.

Il RAB (dall’inglese Resident Advisory Board) sarà un Consiglio Consultivo dei Cittadini la cui creazione è stata proposta da ALIA al Comune di Empoli con il compito di mantenere un canale permanente di dialogo tra il progetto e la comunità cittadina. Il Consiglio Consultivo sarà un organo rappresentativo, composto da rappresentanti indicati dalle istituzioni locali e dei cittadini.

Il trattamento chimico dei rifiuti per la produzione di gas di sintesi è già adottato da 20 anni in Giappone in ben 140 impianti: in 7 di questi, di ultima generazione, il gas prodotto dai rifiuti viene utilizzato per produrre energia elettrica. La piattaforma tecnologica sviluppata da NextChem, azienda membro dell’Alleanza Circolare, integra diverse tecnologie già consolidate (conversione chimica, purificazione, produzione di metanolo da gas di sintesi, produzione di etanolo da gas di sintesi, produzione di idrogeno). Esistono inoltre più di cento impianti al mondo che trasformano gas di sintesi in carburante così come in prodotti della chimica di base, che funzionano con la stessa tecnologia inserita nel distretto circolare di Empoli. In Spagna, un impianto per la produzione di metanolo del tutto simile al Distretto Circolare, ha recentemente ricevuto un finanziamento europeo dall’Innovation Fund in quanto tecnologia in grado di assicurare una gestione dei rifiuti sostenibile, sicura e tecnologicamente avanzata.